Un tempo si narrava che un giovanissimo Piero Pelù avesse cantato la sigla italiana di Jeeg Robot d'acciaio. Siate sinceri, quanti di voi hanno creduto a questa minchiata? Ora più nessuno alzerà la mano, ne sono certo. Ma siccome confido nel fatto che siate fondamentalmente dei cazzoni mentitori, diciamo che non vi credo. Ad ogni modo trattavasi evidentemente di sfigatissima leggenda metropolitana, visto che, oltre a non esser vera, era tutto fuorché credibile: il timbro vocale di Piero Pelù era talmente distante da quello di Fogus (vero cantante della sigla in questione) che sarebbe stato un po' come affermare che Adriano Pappalardo con un piraña nei pantaloni avesse cantato Brava di Mina.Tuttavia qualche tempo fa, proprio in virtù di questa diceria, l'ex leader dei Litfiba decise di incidere una cover del fortunato pezzo, che però finora non era mai stata pubblicata su CD per volere della casa discografica. Le case discografiche sono una merda, lasciatemelo dire.

Scritto e diretto da Deeproad alle ore 22:51 | messa a fuoco | commenti (19)
A proposito di vibrazioni sonore...

C'è stato un tempo in cui Ozzy Osbourne era davvero qualcuno. Cioè, non come oggi che fa schifo al cazzo e non si riesce nemmeno a guardare. E' stato artefice di una vera e propria rivoluzione musicale e ha cantato dei brani stupendi. Poi purtroppo il più totale rincoglionimento senile e gli eccessi di una vita all'insegna dell'acolismo l'hanno portato ad essere quella specie di grottesca carcassa umana che tutti noi conosciamo. Ad ogni modo nel 1971, insieme ai Black Sabbath, scrisse un inno alla solitudine. Un brano di rara bellezza dalle atmosfere cupe e malinconiche, capace di descrivere molto bene quel profondo senso di angoscia che ci attanaglia la mente ogni volta che ci sentiamo soli. E' una canzone molto intima, che mi ha sempre coinvolto emotivamente e che oggi sento di voler condividere un po' con tutti.Il mio nome non significa niente,
il mio destino ancor meno.
Il futuro è velato da un oscuro vuoto
e ora che la luce del sole è lontana,
le nubi si stagliano su di me.
Tutto ciò che mi apparteneva
è andato per sempre...
Dove posso andare? E cosa posso fare?
Niente ormai può darmi sollievo,
solo il pensiero di te.
Quando ti ho implorato di restare
ti sei limitata a ridere,
mentre io non ho mai smesso di piangere
dal momento in cui sei partita.
Il mondo è un luogo di solitudine,
ti costringe a stare solo con te stesso.
Ora andrò a casa, siederò e mi lamenterò.
Piangere e riflettere
sono le sole cose che mi restano da fare,
gli unici ricordi che custodisco
mi riportano a te...
Solitude
Black Sabbath, 1971

Scritto e diretto da Deeproad alle ore 13:42 | messa a fuoco | commenti (21)
A proposito di vibrazioni sonore...

Correva l'anno 1966 e la notte del 18 luglio Bobby uscì di casa verso le due e mezza. I suoi amici sapevano che avrebbe dovuto incontrare Melanie, una ragazza appena conosciuta che aveva cominciato a frequentare nonostante fosse la donna di un noto delinquente hollywoodiano. Quella notte Bobby avrebbe provato l'LSD per la terza volta. La mattina seguente Lorraine, la madre di Bobby, si alzò dal letto e si accorse che suo figlio non era ancora rientrato a casa. Era una donna apprensiva e aveva la tendenza a preoccuparsi facilmente. Si affacciò dalla porta d'ingresso e, come temeva, si accorse che la macchina di Bobby non era parcheggiata come di consueto davanti al viale. Nel pomeriggio, verso le cinque, uscì in giardino per andare a prendere la posta e intravide la vettura in lontananza, ferma sul bordo della strada. Vi si avvicinò con circospezione e, tra i vapori che fuoriuscivano da una tanica di benzina situata sul sedile anteriore dell'auto, riconobbe il corpo di Bobby piegato sul volante. La donna aprì la portiera dell'auto e si accorse che il volto di suo figlio era completamente ustionato. Cominciò a gridare e, dopo qualche minuto, accorse una folla di curiosi.Bobby Fuller era una rock star. Pubblicò il suo primo 45 giri nel 1961, a soli diciannove anni e raggiunse l'apice del successo nel 1966, con una splendida versione di I Fought The Law, scritta da Sonny Curtis. Oggi pochissime persone ricordano questo grande artista, che, pur non avendo mai fatto nulla di particolarmente originale o innovativo, seppe cogliere l'essenza più intima e innocente del Rock n' Roll. Dopo un'indagine frettolosa e sbrigativa, la morte di Bobby venne archiviata come suicidio, nonostante le tracce di sangue sul viso e gli evidenti segni di percosse sul corpo. Il suo manager, Rick Stone, disse che l'estate in cui Bobby morì, morì anche il vecchio Rock n' Roll. Io non penso che il Rock possa morire davvero, ma di certo insieme a Bobby se ne andò via una piccola parte di esso.

Scritto e diretto da Deeproad alle ore 15:09 | messa a fuoco | commenti (24)
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E dunque un tempo esisteva Axl Rose, un cantante molto figo, ma con un nome del cazzo. Ma non figo come siamo soliti intenderlo oggi. Si, perchè essere fighi in musica oggi non è più come un tempo. L'avvento del Grunge, tra le altre cose, ha introdotto un nuovo modo di essere fighi. Prima eri figo solamente se sapevi ostentarlo con cura, apparente indifferenza e tutti i dettagli del caso. Comunque la si voglia rigirare, essere davvero fighi era roba per pochi. Ma con i Nirvana ebbe fine l'epoca dell'ostentazione. Per la serie: "Ok, io sono figo, ma non te lo devo dire io di essere figo, sei tu che ti devi accorgere di quanto io sia figo. Facciamo così: io mi metto in posa e faccio finta di niente, e tu resti lì ad osservare quanto sono figo e tormentato". Ecco a cosa si è infine giunti: all'ostentazione della non ostentazione. Oggi essere fighi significa sostanzialmente questo. In verità ultimamente ho come l'impressione che l'ostentazione stia tornando di moda, contrariamente ad Axl Rose. Lui non è più figo, nè in un senso, nè in un altro. E' grasso, ha gli occhi simili a quelli di un pesce S. Pietro ed è completamente privo di collo, oltre che di voce. Ma conserva ancora quel nome del cazzo che l'ha reso famoso. Non so se ultimamente vi sia capitato di vederlo ai Video Music Awards di quest'anno, intento a presentare i Killers. I Killers cazzo! Un gruppetto di merda che un tempo al limite avrebbe potuto giusto leccargli le scarpe! C'è anche da dire però che i Guns n' Roses non si sono proprio impegnati al massimo al fine di creare un'aura leggendaria che andasse al di là dell'essere fighi. Cioè, prima di tutto erano fighi, poi ogni tanto si ricordavano anche di suonare. Ma il loro primo album, Appetite for destruction, era una figata assurda. Non c'era, e non c'è tuttora, un solo pezzo che potesse definirsi poco meno che straordinario. Tutti, dal primo all'ultimo! Peccato che sostanzialmente sia stato il loro unico album. Si, perchè poi è stata la volta di Lies che in effetti, a ben vedere, era una merda (se escludiamo One in a million, ma poco importa). Il nuovo singolo, Patience, era bello solo perchè nel video era possibile contemplare una sfilata di zoccole a scomparsa. Eppure i Guns n' Roses hanno continuato ad essere fighi nonostante tutto. Infine, dopo un casino di tempo trascorso all'insegna della figosità ostentata e del gossip sfrenato, è stata la volta di Use Your Illusion, il ritorno dei Guns in grande stile: centoquaranta minuti di musica tutti in una volta, di cui se ne salvano, si e no, appena trenta. Seguì un altro album di merda e poi tutto finì. Il successo è effimero, ormai lo sappiamo. Ma quando ascolto Paradise city o Sweet child o'mine riesco ancora ad impallidire. Un po' come quando quest'anno Axl si è presentato ai Video Music Awards, esordendo con un patetico urlo alla Tarzan. Anche in quell'occasione sono impallidito. Evidentemente qualcuno si dev'essere dimenticato di avvisarlo del fatto che oggi si è fighi in modo diverso.Ma la vera domanda è un'altra: che cazzo sono i Video Music Awards!?

Scritto e diretto da Deeproad alle ore 04:56 | messa a fuoco | commenti (71)
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Ieri notte ascoltavo In My Life, il celebre pezzo dei Beatles riarrangiato nientemeno che da Ozzy Osbourne e mi domandavo come un essere umano ormai ridotto allo stadio larvale fosse ancora in grado di incidere qualcosa di orecchiabile. Ma in verità mi domando prima di tutto come riesca a stare ancora in piedi. Insomma, si, gli anni passano, questo lo posso capire, ma sulle cadenti spalle di Ozzy sembrano gravare tre secoli di vita vissuta, ventidue crociate, quarantacinque guerre mondiali e una notte di sesso con Marilyn Manson. Devo ammettere che vederlo arrancare in quel modo deprimente nell'ambito di una squallida sitcom per la TV non mi ha fatto proprio una bella impressione, tenuto conto del fatto che stiamo parlando dell'ex cantante dei Black Sabbath. Dico, i Black Sabbath, ma vi rendete conto? Credo che Paranoid sia stato senza ombra di dubbio uno dei più bei dischi della storia, perdio! Ma non devo spiegarvi io chi furono i Sabbath e cosa rappresentarono. In fondo se non lo sapete da voi potete anche smettere di leggere questo Blog per sempre. E comunque In My Life possiede quel sapore amaro tipico del canto di un cigno nella sua eccessiva lentezza e nella forzata malinconia dovuta all'esasperazione melodica del pezzo. Certo, sempre meglio questo che quell'orribile sitcom televisiva...

Scritto e diretto da Deeproad alle ore 14:36 | messa a fuoco | commenti (19)
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Ricordo che durante un tardo pomeriggio di tanti anni fa stavo comodamente seduto in camera da letto, di fronte ad una piccola TV in bianco e nero che mi era stata gentilmente donata dai miei genitori in seguito all'inaspettato acquisto di un nuovo TV color. Era il lontano 1986 ed io avevo appena compiuto dieci miseri anni. Non ricordo cosa stessi facendo di preciso in quel momento, ma ero sicuramente distratto e non prestavo molta attenzione alle immagini che scorrevano al di là dello schermo. D'un tratto però una sorta di boato sommesso richiamò immediatamente la mia attenzione e mi convinse ad alzare repentinamente lo sguardo. Cominciò una specie di conto alla rovescia al termine del quale prese il via una canzone che nei mesi a seguire avrebbe fracassato i testicoli di tutta l'umanità. Si trattava nientemeno che della famigerata The Final Countdown, lo ricordo ancora come fosse ieri. Rimasi letteralmente pietrificato ad ascoltare quel pezzo dalle sonorità così particolari e dalla melodia assolutamente irresistibile. Il giorno successivo, alla stessa ora, io ed il mio vicino di casa, nonchè all'epoca mio migliore amico, eravamo entrambi seduti davanti alla suddetta TV con la speranza che ritrasmettessero quel videoclip, cosa che puntualmente accadde. Nel giro di pochi giorni il brano balzò in cima a tutte le classifiche dell'universo conosciuto e sconosciuto e per i mesi a seguire non fu praticamente possibile ascoltare altro: dieci stazioni radio su dieci trasmettevano The Final Countdown. DeeJay Television trasmetteva The Final Countdown almeno una volta al giorno. Video Music trasmetteva The Final Countdown sessantacinque volte al giorno. Qualunque passante mediamente alienato non poteva fare a meno di camminare per la strada fischiettando The Final Countdown. Dal pulpito della sua reggia il papa predicava The Final Countdown a tutti i popoli della Terra. Le navi spaziali dei Visitors orbitanti intorno al pianeta captavano solo ed esclusivamente The Final Countdown. Fu senza ombra di dubbio uno dei tormentoni più clamorosi della storia dell'uomo e tutte le ragazzine del mondo impazzivano per quel tamarro da competizione di Gianni Tempesta, colui che nel video agitava la sua foltissima chioma all'unisono con gli altri membri della band, creando una sorta di effetto boreale. Ora però con fare retorico mi domando: chi mai poteva avere il fegato di andare a ripescare un simile tormentone al fine di farne nuovamente un tormentone se non quei tritacazzi indemoniati della Vodafone? Era davvero così indispensabile? Per inciso, a me gli Europe son sempre piaciuti, ritengo abbiano fatto molti pezzi degni di nota, sebbene la loro discografia sia anche costellata di clamorose ciofeche (Carrie, tanto per citarne una che non mancava mai nel corso delle festicciole di compleanno dell'epoca). Ma dubito fortemente che la mia già fragile personalità possa sopportare il peso di un revival di tale calibro. Abbiate dunque pietà e tartassateci le palle il meno possibile o finiremo davvero per diventare tutti quanti impotenti. Sempre che non sia questo il loro fine ultimo...

Scritto e diretto da Deeproad alle ore 05:54 | messa a fuoco | commenti (25)
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