Nere, esteticamente disgustose e perennemente costrette a nutrirsi di escrementi. Credevo che le mosche, oltre a ciò, fossero anche piuttosto stupide. Cioè, a dire il vero lo credo ancora, soprattutto col sopraggiungere della stagione invernale, quando danno sfoggio di clamorose testate contro le finestre nel vano tentativo di ricongiungersi a madre natura. In quei giorni poi diventano anche particolarmente fastidiose: ti si accaniscono contro, con rabbia e con irritante prepotenza. Poi un pomeriggio di tanti anni fa, mentre formulavo ad alta voce queste mie interessantissime elucubrazioni, mia madre ebbe l'accortezza di farmi notare che il loro comportamento era dovuto al fatto che stessero morendo a causa del freddo. E ammetto che questa sconcertante rivelazione mi fece restare un po' male. In fondo chi di noi, sapendo di dover morire e di non poter far nulla per eludere l'inesorabile destino, non darebbe delle tremende craniate contro i vetri delle finestre? Chi di noi non si accanirebbe contro un essere vivente completamente indifferente all'infausta condizione che ci affligge? Qualche volta, a inverno inoltrato, capita di notare una mosca sopravvissuta e mi domando quali pene infernali abbia dovuto patire per resistere al freddo così a lungo. Ma la vita, si sa, è ingiusta e crudele ed è per questo che a quel punto le uccido io. Ma lo faccio con il cuore gravido di malinconia, ve lo garantisco.

Scritto e diretto da Deeproad alle ore 19:12 | messa a fuoco | commenti (33)
A proposito di delirium tremens...

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