FILE #00087 - domenica, 04 maggio 2008

KiLL dEEPNere, esteticamente disgustose e perennemente costrette a nutrirsi di escrementi. Credevo che le mosche, oltre a ciò, fossero anche piuttosto stupide. Cioè, a dire il vero lo credo ancora, soprattutto col sopraggiungere della stagione invernale, quando danno sfoggio di clamorose testate contro le finestre nel vano tentativo di ricongiungersi a madre natura. In quei giorni poi diventano anche particolarmente fastidiose: ti si accaniscono contro, con rabbia e con irritante prepotenza. Poi un pomeriggio di tanti anni fa, mentre formulavo ad alta voce queste mie interessantissime elucubrazioni, mia madre ebbe l'accortezza di farmi notare che il loro comportamento era dovuto al fatto che stessero morendo a causa del freddo. E ammetto che questa sconcertante rivelazione mi fece restare un po' male. In fondo chi di noi, sapendo di dover morire e di non poter far nulla per eludere l'inesorabile destino, non darebbe delle tremende craniate contro i vetri delle finestre? Chi di noi non si accanirebbe contro un essere vivente completamente indifferente all'infausta condizione che ci affligge? Qualche volta, a inverno inoltrato, capita di notare una mosca sopravvissuta e mi domando quali pene infernali abbia dovuto patire per resistere al freddo così a lungo. Ma la vita, si sa, è ingiusta e crudele ed è per questo che a quel punto le uccido io. Ma lo faccio con il cuore gravido di malinconia, ve lo garantisco.



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A proposito di delirium tremens...


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FILE #00086 - sabato, 26 aprile 2008

KiLL dEEPUn tempo si narrava che un giovanissimo Piero Pelù avesse cantato la sigla italiana di Jeeg Robot d'acciaio. Siate sinceri, quanti di voi hanno creduto a questa minchiata? Ora più nessuno alzerà la mano, ne sono certo. Ma siccome confido nel fatto che siate fondamentalmente dei cazzoni mentitori, diciamo che non vi credo. Ad ogni modo trattavasi evidentemente di sfigatissima leggenda metropolitana, visto che, oltre a non esser vera, era tutto fuorché credibile: il timbro vocale di Piero Pelù era talmente distante da quello di Fogus (vero cantante della sigla in questione) che sarebbe stato un po' come affermare che Adriano Pappalardo con un piraña nei pantaloni avesse cantato Brava di Mina.
Tuttavia qualche tempo fa, proprio in virtù di questa diceria, l'ex leader dei Litfiba decise di incidere una cover del fortunato pezzo, che però finora non era mai stata pubblicata su CD per volere della casa discografica. Le case discografiche sono una merda, lasciatemelo dire.



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A proposito di vibrazioni sonore...


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FILE #00085 - giovedì, 10 aprile 2008

KiLL dEEPHo trascorso questo nove aprile in compagnia della zanzara più grande del pianeta Terra. In questo preciso istante è appollaiata sullo schermo del PC e mi fissa con sguardo minaccioso. Credo sia un incrocio tra un tirannosauro e un'aquila di mare dalla testa bianca. E' parte integrante della rigogliosa fauna che popola la mia soffitta, il cui padrone incontrastato è, senza alcun dubbio, una femmina di geco grande pressapoco quanto un toro. Di tanto in tanto la osservo percorrere a tutta velocità la distanza che separa la tenda dal termosifone, incurante dei numerosi pericoli che potrebbero celarsi nei meandri oscuri dello stanzino di fronte. Qualche volta si porta dietro i cuccioli, come un piccolo esercito di rettili da combattimento. Lo scorso Natale ho deciso di regalarle un collare borchiato e credo che tutto sommato l'abbia apprezzato, dal momento che lo indossa tuttora. Dietro una lunga schiera di libri impolverati vive invece un ragno millenario dalla lunga barba bianca. Si narra che un tempo avesse sembianze umane e altri non fosse che un capo tribù indiano, vittima di un rituale magico andato male. Io lo considero un po' il mio padre spirituale e quando ho un problema che mi affligge mi rivolgo sempre a lui, che mi ascolta e mi consiglia per il meglio. Fortunatamente parla la mia lingua. Sono molto affezionato a ciascuno di loro e mi dispiacerà moltissimo abbandonarli, visto che a breve cambierò dimora. Spero che i nuovi inquilini sappiano averne cura.



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A proposito di delirium tremens...


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FILE #00084 - giovedì, 06 marzo 2008

KiLL dEEP Player



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A proposito di tubi e affini...


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FILE #00083 - mercoledì, 13 febbraio 2008

KiLL dEEPE fu così che quando per la prima volta vidi il cartone animato di Creamy finii per prendermi una clamorosa sbandata. Una delle tante, perché di fatto non fu la prima, ma fu comunque una delle più intense. Vuoi per lo sguardo particolarmente languido e lascivo, vuoi per quella gonnellina ad espansione orizzontale che tanto stimolava le mie acerbe depravazioni da maniaco ottantenne in erba, vuoi per tanti altri motivi che ora non starò qui ad elencare, ma comunque me ne innamorai. Il problema è che all'epoca, volente o nolente, mi ritrovavo ad essere piuttosto grandicello, poiché se non ricordo male frequentavo già la prima media. E si sa che i maschietti a quell'età, sebbene non fosse scritto da nessuna parte, dovevano necessariamente pensare a tutto fuorché ad un cartone animato per femminucce dalle tinte sdolcinate. Epperò a me piaceva e non potevo farci nulla. Il fato volle che in quello stesso periodo, oltre al cartone animato, gli Dei della Terra decidessero di concedere a noi comuni mortali anche il relativo album delle figurine. E come se questo già di per sé non bastasse, nel supermarket accanto alla mia scuola lo davano persino in omaggio. Dramma e disperazione! Se anche avessi usufruito della generosa offerta del supermarket all'angolo, mai e poi mai avrei potuto presentarmi dinanzi all'edicolante in divisa da metallaro incallito e con tanto di atteggiamento sprezzante nei confronti dell'universo intero per poi chiedere cortesemente cinque pacchetti di figurine per la raccolta di Creamy. Tanto più che l'edicola era situata in una zona virtualmente poco strategica, a due passi dalla mia scuola. Il rischio di imbattermi in qualche compagno di classe spavaldo e gradasso pronto a prendermi per il culo a vita era davvero troppo alto ed io, che come tutti a quel tempo lavoravo incessantemente al fine di costruirmi un'immagine che potesse per lo meno definirsi decente, non ero ancora pronto a correrlo. Con atteggiamento sconsolato decisi quindi di rinunciare, reprimendo così quello che io consideravo un ragionevole gesto di devozione verso colei che tanto stimolava le mie follie emotive di adolescente. Giunsi persino ad invidiare la mia vicina di banco, poiché lei, come tutte le sue coetanee, non solo poteva permettersi di realizzare la sacra raccolta di figurine, ma era anche libera di andarne fiera ed orgogliosa. La compagna in questione si chiamava Chiara ed era una delle poche ragazze con cui riuscivo a condividere gusti e preferenze negli ambiti più disparati. Prevalentemente in quello musicale, ma talvolta anche in ambito televisivo. Ebbene, ricordo che un pomeriggio, durante una noiosissima lezione di storia che nessuno seguiva, vidi accanto a lei un mazzo di figurine doppie. Avete presente le doppie, no? Quelle che solitamente ci si scambiava con altri devoti collezionisti al fine di completare l'album più rapidamente. Si insomma, proprio quelle. Sempre col solito atteggiamento sconsolato di chi è rassegnato a non poter avere ciò che desidera ma vuole comunque godere delle gioie altrui in attesa di tempi migliori, timidamente le domandai se potevo dar loro un'occhiata. Cominciai a sfogliare una ad una tutte le figurine che componevano il consistente mazzo, finché non vidi lei: la figurina perfetta; quella che ritraeva la bellissima Creamy all'apice del suo splendore; quella che non mi sarei mai stancato di ammirare; quella sulla quale avrei potuto fantasticare per giorni e giorni nella beata solitudine della mia cameretta; quella che avrei dovuto avere a tutti i costi! Da quel momento, per tre lunghi giorni pregai Chiara in tutte le lingue del mondo affiché me la cedesse. Oh certo, mica in cambio di niente! Al tempo vigeva la consuetudine secondo cui maschietti e femminucce non dovessero assolutamente elargirsi favori di alcun tipo, poiché sarebbe stato interpretato come un gesto di debolezza e conseguente sottomissione nei confronti dell'altro sesso. Doveva necessariamente sussistere uno scambio. Le proposi allora un po' di tutto, dai giornaletti di musica fino ad arrivare persino al mio inutile compagno di banco. Le proposi di prendersi anche lui, ma non ci fu verso. Chiara era assolutamente intransigenze e stabile nella sua posizione. All'epoca né io né i miei genitori disponevamo di grosse quantità di denaro. Erano tempi duri e diciamo pure che di fatto stavo sempre al verde (un po' come ora d'altronde). Ma quella figurina la desideravo tanto ed infine, in preda al delirio più totale, arrivai persino ad offrire a Chiara il denaro corrispondente all'acquisto di dieci pacchetti di figurine! Dieci pacchetti, capite? Fino a quel momento non me li ero mai potuti permettere. Né d'altronde i miei avrebbero mai elargito una simile somma, ma in qualche modo mi sarei comunque arrangiato. Chiara finalmente accettò. Quella sera mi presentai al cospetto di una madre severa e incazzata ed inventai un racconto strappalacrime degno della più tremenda telenovela brasiliana. Di certo non potevo dirle che servivano per l'acquisto di una misera figurina, mi avrebbe fatto internare al volo (e con buona ragione). Insomma, per farla breve alla fine riuscii ad avere quei soldi insieme a una bella e prevedibile sgridata. Non me li concesse tutti per la verità, qualcosina di meno, ma avrei comunque dovuto tentare. Il giorno seguente andai da Chiara e le ofrii il malloppo, spiegandole che era tutto quello che ero riuscito a mettere insieme. Chiara ci pensò un po', tirò fuori la figurina dal mazzo e alla fine me la diede senza pretendere nulla in cambio. Se solo non fosse stata brutta e odiosa come tutte le bambine della sua età, probabilmente l'avrei anche abbracciata. Fu comunque uno dei giorni più felici della mia lugubre infanzia e nelle settimane a venire feci di quella figurina una sorta di feticcio da ammirare e venerare. Vi costruii un tempio sacro tutto intorno e sacrificai due gatti del mio vicino di casa in segno di profonda e perpetua devozione. Non ricordo quale infine fu la sorte che segnò la sacra effigie, probabilmente andò distrutta durante il devastante diluvio casalingo con cui Dio decise di punire la mia reiterata infedeltà pagana. Tuttavia quella figurina la porto ancora oggi nel profondo del cuore. E insomma, vorrà pur dire qualcosa...



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A proposito di vite perpendicolari...


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FILE #00082 - mercoledì, 06 febbraio 2008

KiLL dEEPCassandra non era umana. Era la personificazione stessa dell'incubo. Era colei che nelle mie più sordide fantasie mi avrebbe stretto nella sua morsa tentacolare fino a stritolare il mio fragile collo. Cassandra era il mostro della laguna nera, la creatura sadica e perversa dallo sguardo magnetico e malvagio. Talvolta, quando tutti erano indaffarati nelle loro faccende, volgeva il capo verso di me e mi fissava con espressione beffarda come ad attendere pazientemente l'occasione propizia per fare di me un sol boccone. Le sue fauci equine erano pronte a lacerare le mie carni e a masticarle con insana ferocia. Cassandra era tutto questo e molto di più. Non so per quale motivo i miei di tanto in tanto mi portassero da lei, probabilmente per un puro e semplice atto di fede al quale né a me né a loro era concesso sottrarci. Capitò una sera che fossi distratto e, senza quasi rendermene conto, rimasi da solo con lei nella medesima stanza. Mia madre, dalla cucina, udì le mie grida disperate provenire dal soggiorno e quando aprì la porta vide me fuggire dalle grinfie dalla malefica Cassandra, che finalmente pareva aver rivelato dinanzi a tutti la sua demoniaca natura. Correvo intorno al tavolo rotondo del soggiorno, gettando a terra con violenza tutte le sedie che incontravo lungo la mia strada, nella vana speranza di creare una serie di ostacoli insormontabili tra me e il mostro. Cassandra emetteva versi che sembravano provenire direttamente dalle profondità degli Inferi e agitava maldestramente i suoi tentacoli nel tentativo di afferrarmi. Quando vidi mia madre corsi verso di lei come fosse la luce in fondo al tunnel, mentre qualcun altro si gettò su Cassandra per provare a placare la sua furibonda ira. Fu l'ultimo ricordo che conservo di lei.
Tanto per la cronaca, Cassandra era semplicemente una ragazza spastica, incapace di esprimersi e di muoversi correttamente. In fondo mi voleva bene e quel giorno ebbe semplicemente la malaugurata idea di volermelo dimostrare. La vita non fu particolarmente generosa nei suoi confronti ed io molto probabilmente lo sono ancora meno nel dipingerla così come la mia immaginazione l'aveva raffigurata quando ancora ero un bambino.
Eppure questo è quanto.



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A proposito di incubi e succubi...


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FILE #00081 - venerdì, 01 febbraio 2008

KiLL dEEPEcco si, io di film horror ne ho visti tanti, fin dalla più tenera età. E ora in effetti potrei anche fare il figo sostenendo di non aver mai avuto paura, ma in fondo non ci crederebbe nessuno. Però occorre chiarire che si è sempre trattato di una sana e consapevole iniezione di adrenalina, nulla più. Chi invece è stato capace di insediarsi stabilmente negli oscuri meandri dei miei incubi infantili fu un uomo giallognolo dalle fattezze appariscenti e dai modi aggraziati degni di un Freddy Krueger posseduto dallo spirito inquieto di Margherita Hack. Ogni volta che appariva al di là dello schermo, con quel suo fare ammiccante da folle clown omicida, cominciavo a sudare freddo e a stringere con forza qualunque cosa fosse a portata di mano in quel momento (no! Nel caso in cui ve lo stiate domandando, il mio regale augello non rientrava tra i tanti oggetti a portata di mano). E ancora oggi, vederlo riaffiorare dalle tubature della rete, mi provoca un brivido di terrore lungo la schiena, che ovviamente desidero condividere con voi. Parlo del video, non della mia schiena. Ammirate e tremate!



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FILE #00080 - martedì, 15 gennaio 2008

KiLL dEEPL'uomo tende a dimenticare con estrema facilità tutto ciò che inesorabilmente pesa sulla propria coscienza come un'incudine di piombo. Basti pensare che ancora oggi c'è chi sostiene che l'Olocausto altro non fosse che una macabra montatura propagandistica. Ho quindi deciso di rivolgere un breve post alla memoria collettiva, affinché nessuno dimentichi quella che io personalmente considero la più grande tragedia storica di tutti i tempi. E' stato stimato che ad oggi un numero non inferiore a 127 milioni di vittime umane abbia trovato la morte per mano dei clowns. Fin dagli albori dell'antichità i clowns si sono macchiati dei più atroci crimini contro l'umanità, devastando e seviziando la civiltà come oggi noi la conosciamo. L'ultimo campo di tortura circense è stato chiuso soltanto nel 1972. Al suo interno furono rinvenute tracce di zucchero filato avvolto attorno a una quantità nauseante di corpi ammassati nelle gabbie dei leoni. Uno spettacolo raccapricciante, all'insegna di parrucche e nasi finti. E' scandaloso che al giorno d'oggi l'attività circense non sia stata definitivamente dichiarata fuori legge. In alcuni paesi il numero di bambini scomparsi nei tendoni da circo supera persino quello degli incidenti stradali, eppure nessuno ne parla. Secondo voi perché? Per il semplice motivo che l'uomo non è in grado di convivere con simili tragedie, pur con la consapevolezza che l'unico modo per evitare di commettere gli stessi drammatici errori è soltanto quello di non dimenticare. Non fate finta che tutto ciò non sia mai accaduto, boicottate il circo!



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A proposito di delirium tremens...


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FILE #00079 - giovedì, 20 dicembre 2007

KiLL dEEPComunicazione di servizio all'insegna della sboroneria spicciola. Per coloro di voi che ancora non sapessero cos'è Vita da blogger dico che si tratta di una sorta di raccoglitore delle esperienze personali di ogni blogger appartenente alla scuderia Splinder. Tempo fa pubblicarono un mio post, scritto di getto in un momento di scazzo profondo con la consapevolezza che tanto non l'avrebbero mai editato. Invece mi sbagliavo, poiché non solo lo fecero, ma come se non bastasse ora lo hanno anche pubblicato su carta, nell'omonimo libro autoprodotto dallo staff di Splinder e acquistabile su questo sito alla modica cifra di 8,26 €. Ora... La domanda che tutto il mondo si starà ponendo in questo preciso momento è: varrà la pena accaparrarsene una copia? Fate voi, tanto a me non ne viene nulla in ogni caso.



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FILE #00078 - lunedì, 03 dicembre 2007

KiLL dEEP Player



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